Tour de France 2025, Top/Flop del Giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Tour de France 2025.

  • Jonathan Milan (Lidl-Trek): Attesa, desiderata, quasi bramata, alla fine la vittoria al Tour de France è arrivata. Il velocista italiano fa tutto alla perfezione, riuscendo anche a fare a meno dei fidati compagni di squadra negli ultimissimi metri, quando sfrutta nel migliore dei modi il lavoro altrui per prendersi la prima posizione e non mollarla più. Assorbe anche una “entrata” non proprio cristallina di Kaden Groves nell’ultimo cambio di direzione e si conferma uno dei migliori specialisti al mondo delle volate.
  • Wout van Aert (Visma | Lease a Bike): Il protagonista che non ti aspetti. Lo vedi spuntare nelle prime posizioni quando mancano solo due chilometri alla fine e, di avversario in avversario, risale la corrente fino a prendere la ruota di Milan. L’ultimo sorpasso non riesce, ma la prestazione è davvero confortante, considerate anche tutte le supposizioni che sono state fatte nei mesi scorsi sulle sue capacità in volata.
  • Arnaud de Lie (Lotto): Arriva da settimane molto complicate e un quinto posto, nella sua situazione, può fare benissimo, soprattutto dal punto di vista del morale. Si muove bene nel finale, mostrando anche una certa lucidità e riesce a chiudere la volata con un piazzamento che rende contenta anche la squadra, fino a ora decisamente poco presente nei finali di tappa. Anche per lui, come per il connazionale Van Aert, potrebbe essere la giornata della svolta.
  • Kaden Groves (Alpecin-Deceuninck): Gli tocca fare il supplente di Philipsen, con tanto di prestigiosa scorta messa a disposizione da Mathieu van der Poel. Il duello con Milan, però, è a senso unico, tanto che è quasi il friulano a sfruttare in maniera più netta il lavoro da apripista dell’ex Maglia Gialla. Prima dello sforzo conclusivo, inoltre, l’australiano quasi combina un frittatone, cercando spazio in maniera quantomeno poco accorta in corrispondenza di una rotonda. Quel rallentamento, probabilmente, gli costa energie che sarebbero state utilissime qualche secondo più tardi.
  • Biniam Girmay (Intermarché-Wanty): L’arrivo, con gli ultimi metri che tiravano leggermente verso l’alto, sembrava disegnato su misura per lui, ma l’eritreo non riesce mai a entrare nel cuore della volata, dai -3 chilometri in avanti. Gli manca probabilmente il supporto della squadra, ma gli manca, probabilmente, anche lo splendido spunto che lo lanciava nei finali del Tour de France dello scorso anno.
  • Lewis Askey (Groupama-FDJ): È giovane e le maxi-volate del Tour sono una cosa a sé stante rispetto a tutto quello che possono essere le altre corse. Il britannico, però, se la sente e fa lavorare la squadra, tanto da trovarsi in posizione ideale al momento di produrre il massimo sforzo per il risultato. Lui, però, si pianta proprio sul più bello e alla fine deve accontentarsi di un piazzamento nella seconda pagina dell’ordine d’arrivo.

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